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Sento,
sento che esisti,
e che anche tu mi cerchi
e stai soffrendo,
inconsapevole sei,
tu non sai,
ma sono io....che taglio la tua pelle
a causa della mia non capacità,
e sento la tua voce
che lentamente muore,
in silenzio.
Soffro...
per non renderti mia.
Soffri...
per non farti amare da me.
Dove sei?
Ti sento.
Il cuore è forte
e i miei arti,
dal dolore della lontananza,
muoiono nella stanchezza della notte
che avvolta da un turbine di luci misteriose,
mi parla della magia dei tuoi occhi.
Il corpo nudo è polvere,
e da polvere
si trasforma in nulla,
e dal nulla
si tramuta in grida d’angoscia che percorrono le mie dita,
che fanno scivolare l’inconscio in parole di cui non conosco il significato.
Le mie dita cercano il tuo nome,
rivelati a me
e non distogliere più il tuo volto
dal mio fuoco
ma bruciami fino all’Eternità dei tuoi sentimenti.
Fino ad un amore
e basta,
finché ci sarà vita in noi
oppure
finché non ci sarà più
Motivo di vita.